Idrokinesiterapia o riabilitazione in acqua è l’utilizzo dell’acqua a scopo riabilitativo, specialmente per chi ha subito un trauma, un intervento chirurgico o anche solo come prevenzione.
Gli scopi principali degli esercizi svolti in acqua sono quelli di mobilizzare, ridurre il dolore e la contrattura muscolare, potenziare la muscolatura, rieducare alla corretta deambulazione e infine migliorare la mobilità articolare stimolando la coordinazione e l’equilibrio.
La cura del corpo tramite l’immersione dell’acqua risale a molto tempo fa, già con i Greci e Romani si instaurano i primi percorsi di igiene e cura del proprio corpo.
La riconosciuta efficacia terapeutica delle acque termali crebbe esponenzialmente fino ad arrivare nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il DM del 15 dicembre 2000 riporta ed evidenzia le malattie ammesse alle cure termali in base alle vigenti normative del SSN.
L’idrochinesiterapia è nata durante gli anni ‘70 ed era applicata soprattutto per la riabilitazione sportiva, al fine di aiutare gli atleti a recuperare più rapidamente dagli infortuni, comunemente di natura muscolo scheletrica. Essa si propone di curare i disturbi del movimento attraverso l’acqua, sfruttando le proprietà fisiche quali il galleggiamento, la pressione idrostatica e la temperatura ed è indicata come metodo specifico di prevenzione, di cura e di riabilitazione per traumi generici, traumi sportivi, per il recupero post operatorio di lesioni al menisco, fratture, distorsioni, lesioni muscolari e tendinee.
Le caratteristiche dell’ambiente acquatico (densità, viscosità, peso specifico, scarico gravitazionale, pressione idrostatica, resistenza del mezzo, ecc.) influenzano l’atteggiamento del corpo immerso nell’acqua e tali caratteristiche provocano una serie di effetti e adattamenti fisiologici e biomeccanici sull’intero organismo.
Gli aspetti del lavoro in acqua utili ai fini riabilitativi sono:
- Situazione microgravitaria (peso percepito(%) es. a livello delle spalle è 15 ca, a livello del bacino è di 65 ca)
- Sfruttamento delle spinte idrostatiche
- Resistenza del mezzo al movimento e agli spostamenti
- Effetti creati da flussi, vortici e turbolenze
Nell’acqua il corpo subisce molteplici variazioni a livello cardiovascolare, respiratorio, osteoarticolare, muscolare, tra gli effetti e gli adattamenti possiamo trovare:
- Ritorno venoso facilitato
- Ridistribuzione del flusso sanguigno
- Maggiore impegno dei muscoli respiratori
- Maggiore vascolarizzazione a livello distrettuale
- Minor carico osteoarticolare con lavoro in scarico gravitazionale
Il lavoro in acqua con finalità riabilitative presenta una serie di vantaggi e svantaggi.
La temperatura ottimale per un percorso di riabilitazione ortopedica dovrebbe oscillare tra i 28° e i 34°⁶, mentre quella per un percorso di riabilitazione neurologica tra i 30° e i 35°.
Vantaggi
- Riduzione carico meccanico
- Possibilità mobilizzazione precoce
- Incremento del R.O.M
- Maggior rilassamento muscolare
- Riduzione contratture
- Miglioramento circolazione
- Maggior reflusso venoso
- Riduzione degli edemi
- Riduzione sintomatologia dolorosa
- Minore traumaticità
- Benefici psicologici
- Diversificazione stimoli neuromotori
Svantaggi
- Minore specificità stimoli
- Differenti schemi motori e posturali
- Minor velocità dei movimenti
- Diverso stimolo neuromuscolare
- Difficoltà movimenti analitici
- Scarsa autonomia del pz in acqua
- Ferite aperte
- Incontinenza non gestibile
- Idrofobia
Dopo un’accurata anamnesi del paziente (intervista iniziale delle varie ed eventuali patologie, conoscenza dei vari ed eventuali interventi chirurgici ecc.) occorre effettuare una valutazione in acqua (valutare la confidenza dell’acqua, il rilassamento o la rigidità muscolare ecc.) ed in un secondo luogo pattuire il percorso più specifico alle necessità del paziente. Ogni seduta sarà suddivisa nel riscaldamento (ambientamento) e fase di attivazione, fase centrale (in cui si andranno a svolgere quegli esercizi volti all’obiettivo prefissato nella valutazione) e una fase conclusiva di defaticamento.
Gli obiettivi dell’idrochinesiterapia possono essere molteplici:
- Attivazione neuromotoria
- Recupero del R.O.M
- Rinforzo muscolare
- Stretching
- Rilassamento, scarico generale
L’idrochinesiterapia è un’attività che può essere svolta per varie problematiche di natura ortopedica:
- dell’arto superiore (tendinopatie, patologie della cuffia dei rotatori, esiti di protesizzazione ecc.)
- dell’arto inferiore (patologie artrosiche o degenerative, esiti di protesizzazione (anca, ginocchio), lesioni legamentose, lesioni meniscali, infortuni muscolari, fasciti plantari ecc.)
- del rachide (fratture vertebrali, patologie discali ecc.)
Oppure può essere utilizzata per diverse patologie quali:
- sclerosi multipla
- morbo di parkinson
- ictus cerebrale
- polineuropatie periferiche
- flebopatie
- ipertensione di grado lieve-moderato
- cardiopatie di grado lieve – moderato
- obesità e sovrappeso corporeo
- diabete e sindrome metabolica
- osteoporosi
- fibromialgia
- artrite reumatoide
- esiti di mastectomia
In conclusione si può sostenere che l’idrochinesiterapia è un’attività riabilitativa molto efficace che può essere utilizzata come una buona alternativa al lavoro a secco in palestra con ottimi risultati.